Le Metamorfosi della Sirena

spettacolo fuori programmazione

"Le metamorfosi della Sirena" 

spettacolo di burattini e una marionetta con:

Selvaggia Filippini e Irene Vecchia
regia Bruno Leone
scene Giuseppe Cerillo
musiche Mauro Rescigno

 

Lo spettacolo racconta alla maniera di Pulcinella, l’origine misterica della città di Napoli. Nell’impianto scenico realizzato su tre livelli, s’intrecciano altrettanti piani narrativi utilizzando diverse tecniche di manipolazione.  Il teatrino sostiene le scene che si sfogliano come un grande libro pop-up con immagini a rilievo, questa tecnica innovativa applicata per la prima volta nell’ambito del teatro di figura permette il susseguirsi affascinante delle scene. 

A partire dalla figura di Circe, che preannuncia ad Odisseo il suo futuro incontro, la narrazione segue la traccia del mito delle Sirene, collegandosi ad altri miti classici sino alla fondazione della città di Napoli.  

Il pubblico accompagna un equipaggio di marinai, identificati come 

compagni di Odisseo e di cui fa parte Pulcinella, nel loro viaggio fino ai lidi di Partenope. Il viaggio, concepito alla maniera delle fiabe, è un viaggio iniziatico. I marinai affrontano numerosi ostacoli, combattono i mostruosi Scilla e Cariddi, vengono coinvolti a loro insaputa in una sfida canora, giungono fino alla porta dell’Aldilà, ovvero il Cimitero delle Fontanelle, e con l’aiuto del maestro Virgilio e dell’uovo magico, Pulcinella realizza la fondazione della nuova città: 

Neapolis. 

Il mondo divino delle sirene, sottomarino e della conoscenza iniziatica, si relaziona 

al mondo terreno dei mariani, che le desiderano e le rifuggono.  In parallelo al viaggio 

dei marinai c’è il racconto delle tre Sirene, delle loro emozioni e del loro canto, che 

s’intreccia alle vicende del mondo umano per mezzo delle trasformazioni. Queste 

ultime avvengono realmente agli occhi del pubblico: i burattini cambiano forma e così 

si evolve la loro essenza. Leucosia si trasforma in arpia diventando il castigo degli 

stolti. Ligea, così come è nella rappresentazione della Fontana della Spinacorona, 

diviene simbolo dell’incrollabile speranza e buon auspicio, mitigando le catastrofi 

naturali. Accettando il proprio destino Partenope si sacrifica per amore. Come lei 

ciascuna delle sirene rappresenta un aspetto, e con la loro fine, può esserci l’inizio di 

qualcosa altro, di una vita nuova, di una città, di un popolo, dell’umanità stessa. La 

fine come inizio, così come nella simbologia delle carte dei tarocchi, è metamorfosi. 

Ricco di riferimenti simbolici, lo spettacolo ha termine lì dove tradizionalmente 

iniziano gli spettacoli di guarattelle, e con il ballo sul tamburo sorge una nuova 

speranza: «… ’ngoppo ’a muntagna nostra ce sta ‘o sole. » come recita la poesia in 

musica “Ai principi dell'universo” di Giordano Bruno, tradotta in napoletano 

da Bruno Leone. 

 

Scheda Tecnica disponibile su richiesta.