El radial

Spettacolo fuori programmazione


 

 

 EL RADIAL 

 Niente può turbare questa quiete. 

( trash/diatonic/punk/underground) 

TESTI E MUSICA: Davide Chimenti 

ILLUSTRAZIONE E COSTUMI: Selvaggia Filippini 

SCENE : Peppe Cerillo 

con  Davide Chimenti e Selvaggia Filippini.

durata: 50 min. Circa. 

Lo spettacolo nasce da una pura esigenza espressiva, l' intento esplicito dell' autore è infatti aprire 

un canale di comunicazione con il pubblico, questo grazie ad una forzatura ed un sovrapporsi dei 

supporti linguistici. La musica, il fumetto ed il teatro si amalgamo alla ricerca di quello che noi 

amiamo chiamare “translinguaggio”. Decontestualizzando gli strumenti si ricontestualizza il 

messaggio, è per questo che l' organetto, strumento classicamente rurale, deve accompagnarsi del 

suono di piallatrici, trapani e fiamme ossidriche ed è per questo che lo spettatore deve seguire in 

sala i testi su di un libretto illustrato come se stesse all'Opera mentre in realtà e precipitato in un 

baratro punk. Sin dall'inizio dello spettacolo, vengono distribuiti al pubblico dei libretti di sala 

corredati di una starlight fluorescente che gli permette di leggere anche nel buio della sala. 

La matrice dei testi è chiaramente satirica e più che condannare lo stato delle cose tende a 

ridicolizzarlo, ad annichilirlo. Lo stile grafico ed i contenuti si ispirano alle riviste degli anni 

ottanta:IL MALE, CANNIBALE, FRIGIDAIRE, solo per citarne alcuni ed il linguaggio è spesso 

esplicito se non scurrile, questo per ripercorrere lo stile che fu proprio di quel tipo di editoria. 

Ma il fine ultimo rimane sempre lo stesso, quello di essere comprensibili, di poter condividere il più 

possibile, trasmettere a più livelli segnali comuni ma non banali. 

Il protagonista è un operaio frustrato dalla vita che è costretto a subire. Egli,  mentre lavora, vive 

della sua proiezione eroica che, al contrario di lui, può permettersi di dileggiare la la società che lo 

circonda. Il tutto con toni crudi, addirittura sguaiati e con contenuti a tratti grotteschi che non 

esitano a denunciare l' assurdità di un mondo greve e meschino. E intanto l'operaio lavora... Da 

tanta serietà ed impegno non può che scaturire una dinamica schiettamente comica dettata dalla 

vena saltimbanchesca su cui tutto l'impianto si allestisce, le trovate sceniche, quasi pirotecniche, i 

costumi, il coinvolgimento del pubblico che, grazie al libretto, è invitato a cantare assieme agli 

attori creano un atmosfera da balera post-moderna . 

Ed è così che abbiamo conseguito i nostri obiettivi: 

il pubblico si è divertito 

il pubblico si è emozionato 

il pubblico si è identificato 

il pubblico ha compreso 

il pubblico ha pensato e continuerà a pensare 

il pubblico tornerà a vedere lo spettacolo 

noi ci siamo espressi 

stiamo destrutturando una mentalità sempliciotta ed intellettuale al tempo stesso 

Questo è, in sintesi, il teatro che ci piace fare, un teatro che viene dalla strada, senza mezzi termini, 

minimale ed ipertestuale, rurale ed industriale, nichilista ma ottimista, lontano anni luce da ogni 

forma di pretenziosità, che fa del contrasto la propria forza e che crea il silenzio solo per poterlo 

corrompere con la sua forza espressiva.